
Ieri ero a Genova. Vi consiglio la mostra al Palazzo Ducale su Fabrizio De Andrè.
Una buona occasione per reincontrare il nostro Faber.

Ieri ero a Genova. Vi consiglio la mostra al Palazzo Ducale su Fabrizio De Andrè.
Una buona occasione per reincontrare il nostro Faber.
Anno nuovo, vita nuova!
Dopo delle feste all'insegna del lavoro, del freddo, degli acciacchi e dei festeggiamenti si è giunti alla fine delle feste e all'inizio del 2009.
E questo inizio porta a decretare il vincitore del Grande torneo dei Characters.
Quindi, rullo di tamburi!
Vince...
L'ISPETTORE JACQUES CLOUSEAU!!!
La polizia trionfa sulla mafia!
Il buffo ispettore francese appare per la prima volta nel 1963 nel film La Pantera Rosa, diretto da Blake Edwards ed interpretato dal mitico Peter Sellers.
Dopo il successo del primo film seguiranno altri cinque capitoli. Dopo la prematura scomparsa di Sellers la figura di Clouseau comparirà ancora nel '93 ne Il figlio della Pantera Rosa, in cui recita Roberto Benigni.
Negli ultimi tempi (o tompi come direbbe Clouseau!) l'ispettore è tornato grazie ad un abile Steve Martin, che lo rivedremo per The Pink Panther 2 quest'anno.
Un applauso al vincitore. Per lui, una stonza!
Ancora un passo e si scoprirà il vincitore tra questi due sfidanti
Un ispettore sbadato, combina guai e in cerca di una "Stonza" e un capostipite di una famiglia siciliana e di un enorme potere.
Clouseau o Corleone?
A voi la scelta. Dato che siamo nel mese delle festività natalizie la sfida durerà eccezionalmente fino alla fine di queste, quindi a rivederci per scoprire il vincitore dopo l'Epifania. Buona scelta.
Isp. Jacques Clouseau (La Pantera rosa).....Don Vito Corleone (Il Padrino)
Nevica OVUNQUE, tranne che qua. Sembra proprio che ci sia un buco climatico, nevica attorno alla mia zona e basta.
Anche qua vogliamo uscire di casa con la neve lungo le strade, sui tetti e sulle automobili. Vogliamo che tutto diventi bianco.
Finalmente questa mattina è tutto bianco!!!
Però non si può fare un pupazzo di neve. E' un po' duretta da lavorare...
Vabbè, non è proprio neve, ma potremmo anche accontentarci...
Belin! E' quasi un mese che non posto. Che vergogna...
Ma il lavoro inizia ad essere più pressante, poichè Natale è vicino. Se tutto va bene riesco a sopravvivere anche quest'anno.
Al prossimo aggiornamento!

Semifinali.
Un ispettore. Un alieno. Un boss. Un pianista.
Hanno battuto altri loro colleghi di schermo, hanno lottato e ora sono qua, quasi alla resa dei conti.
Dopo questa votazione arriveremo alla finale, allo scontro "ne-resterà-soltanto-uno".
Ecco gli sfidanti, a voi la scelta:
Isp. Jacques Clouseau (La pantera rosa)...........E.T. (E.T. L'extra-terrestre)
Don Vito Corleone (Il Padrino)..........................Novecento (La leggenda del pianista sull'oceano)
Al prossimo mese!
Può una cosa del genere essere geniale e inutile al contempo?
Sicuramente, non ve la toglierete dalla mente tanto presto...
Per chi ha vissuto la propria infanzia negli anni '89/'90 si potrebbe ricordare di un cartone animato, andato in onda sulle allora reti Fininvest, che aveva per protagonista questo personaggio:

Ebbene, si trattava di Alfred J. Kwak, e il cartone era "Niene paura c'è Alfred". La serie, formata da due stagioni con un numero totale di 52 puntate, parlava di questa papera vestita solo di una sciarpa rossa, adottata da una talpa dopo aver perso i suoi genitori e i fratellini a causa di un pirata della strada.
Il cartone si differenziava dagli altri che andavano in onda all'epoca per le tematiche, molto adulte e profonde per un pubblico di bambini. Oltre al tema della morte c'erano anche tematiche politiche (Alfred combatte contro il dittatore fascista della sua città), razziali (Alfred ospiterà e proteggerà delle papere nere scappate dall'Africa, a causa di una persecuzione da parte di un gruppo di oche bianche) e ambientalistiche (Alfred andrà contro dei bracconieri per salvare le balene). Anche se sono presenti anche scene più leggere e divertenti la serie animata, creata in Germania e prodotta in Giappone, rimane comunque lontana dai canoni tradizionali.
Altra particolarità è lo scorrere del tempo: i personaggi pian piano crescono e invecchiano, anche lo stesso Alfred che da paperotto diverrà un papero adulto e responsabile.
Dopo questo preambolo passo ai fatti concreti. Con questo post invito coloro che leggeranno a divulgare la conoscenza (o a riportare alla memoria) di questo cartone animato. Scrivete post al riguardo, fate una mail a tutti i vostri contatti, create dei banner, parlatene ai vostri amici o madate una mail a Mediaset con scritto che lo facciano tornare in onda, o che creino dei DVD, o che lo possano mettere a disposizione online. Fate ciò che volete, purchè lo facciate, dimostriamo ai giovani d'oggi che non esistono solo gare di carte o di trottole o altri cartoni simili portati sui teleschermi solo per poter essere poi smerciati tramite oggettistica da merendine e suonerie per cellulari; dimostriamo che i cartoni di oggi devono tanto ai cartoni di ieri, che anche quelli con grandi tematiche e storie semplici posso essere utili per imparare qualcosa di bello per migliorare questo mondo, che un piccolo papero come Alfred può insegnare molto ai piccoli, ma soprattutto ai grandi.
La prima petizione la fece più di un anno fa Deboroh sul suo blog. La richiesta comparì anche sul blog di Antonio Genna, il guru dei doppiatori italiani.
Divulgate, divulgate, divulgate. Perchè c'è sempre un Alfred in tutti noi!
"Con quella faccia un po' così..."
Ed in effetti quei tratti dolci, quei modi di fare gentili, quel sorriso confortante dopo aver mangiato un buon piatto di trofie al pesto o una cima, la specialità della casa, ti dicevano che Genova è anche questo.
Un piccolo carrugio, una porta mantata di tovaglie a quadretti bianchi e rossi stese e un locale stretto ma confortevole, dove lungo quelle tavolate abitate da persone d'ogni dove, da vagabondi a studenti, da signore ingioiellate ad artisti in cerca di ispirazioni e di un boccone potevno nacere stravaganti discorsi e, perchè no?, anche amicizie. E tra pietanze varie e bicchieri spaiati c'era lei alla cassa, a dirti sempre gli stessi prezzi: 6 o 7 euro, massimo 8 se avevi mangiato anche il dolce della casa.
E come il suo locale era nascosto e silenzioso all'ombra del Carlo Felice, così ha lasciato la sua Genova.
Scià Maria, grazie.